MarcoPalmieri .net
Ricerche in corso
Storia degli ebrei in Italia
dalle leggi razziali alla deportazione
 
Tra il 1938 e il 1945 in Italia furono perseguitati gli ebrei. Dapprima con le leggi razziali, con le quali il regime fascista tolse loro il lavoro, le proprietà, l’accesso alle scuole e numerosi altri diritti. Successivamente con l’internamento nei campi di concentramento, all’inizio della seconda guerra mondiale. Infine, dopo l’armistizio, sotto la Repubblica Sociale Italiana, con la deportazione e lo sterminio nei lager nazisti. Le loro lettere e i loro diari sono una fonte storica ancora da esplorare.
 
Saggi e Articoli


      Voci dal lager. Prigionia, lavoro coatto nelle lettere a casa degli Imi
        “La critica sociologica”, Fabrizio Serra editore, n. 170 Estate 2009
     Breve storia dell’internamento militare in Germania 
        “Le porte della memoria”, 1/2008
     Disegni come fonte storica
        “Rassegna”, n. 12, 2007
                                                                                                   (vedi tutti)          Articoli.htmlshapeimage_4_link_0
Altri libri
Generazione ribelle. 
Diari e lettere 1943-45  


Piú di 150 testimonianze di partigiani, internati militari, donne, preti, deportati, raccolte in anni di ricerche presso archivi pubblici e privati: un diario di quei giorni, «scritto» dagli stessi protagonisti. Einaudi Editore

RecensioneCollaborazioni.htmlCollaborazioni.htmlhttp://www.storiaxxisecolo.it/anrp.pdfshapeimage_5_link_0shapeimage_5_link_1shapeimage_5_link_2
Se hai lettere, diari o altri documenti
degli ebrei italiani di quegli anni...
 
  Il nuovo libro  
Gli Internati Militari Italiani
Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945 - Einaudi Editore
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 oltre 600.000 militari italiani rifiutarono di continuare la guerra al fianco dei tedeschi e scelsero di non aderire alla Repubblica Sociale Italiana. La conseguenza del loro no fu la deportazione e l’internamento nei lager nazisti, non come prigionieri di guerra ma con lo status di IMI. Molti di loro vennero costretti al lavoro coatto. Circa 50.000 morirono. a causa della fame, degli stenti, delle violenze e dei bombardamenti. Altri duecentomila, invece, fecero la scelta opposta e decisero di aderire, per motivazioni ideologiche, ma anche per paura, ricatto, incertezza e confusione. (continua)
 
 
Riproduzione vietata senza l’autorizzazione dell’autore
I saggi e gli articoli possono essere citati indicando la fonte. Per le citazioni e i link è gradita una segnalazione
IL PORTALE