Marco palmieri
La cronaca della persecuzione subita dagli ebrei in Italia, così come fu registrata giorno dopo giorno dalle vittime: la propaganda antisemita, l’emarginazione sociale causata dalle leggi razziali, i suicidi, l’emigrazione, l’internamento e il lavoro e - dopo l’8 settembre 1943 - le razzie, gli arresti, gli eccidi, la clandestinità, la fuga in Svizzera, la partecipazione alla Resistenza, la deportazione nei campi di concentramento italiani e in quelli di sterminio, fino alla liberazione e al ritorno dei sopravvissuti. Il libro ricostruisce per la prima volta la bufera razziale in Italia con la viva voce delle vittime, attraverso centinaia di scritti coevi consegnandoci - come scrive Michele Sarfatti nella Prefazione - “una storia corale di quell’evento, tramite le parole di chi ne fu vittima”. (LEGGI)
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 oltre 600.000 militari italiani rifiutarono di continuare la guerra al fianco dei tedeschi e scelsero di non aderire alla Repubblica Sociale Italiana. Per questo subirono venti mesi d’internamento nei lager e nei campi di lavoro coatto nazisti, con lo status mai utilizzato prima di IMI, Internati Militari Italiani. La loro fu una scelta di Resistenza. Circa 50.000 morirono. Altri duecentomila, invece, fecero la scelta opposta e decisero di aderire. Questa pagina sconosciuta torna a rivivere in un libro che la ricostruisce e la racconta con la voce e con gli occhi dei protagonisti che l’anno vissuta, grazie a centinaia di loro lettere e diari inediti, raccolti in tutta Italia, scritti in quei drammatici giorni. Il libro ha vinto il Premio Nazionale dell’Anpi “Renato Benedetto Fabrizi” (LEGGI)
Voci dal lager. Prigionia, lavoro coatto nelle lettere a casa degli Imi
“La critica sociologica”, Fabrizio Serra editore, n. 170 Estate 2009
Breve storia dell’internamento militare in Germania
“Le porte della memoria”, 1/2008
Disegni come fonte storica
“Rassegna”, n. 12, 2007
SAGGI E ARTICOLI
Nel dopoguerra gli ex deportati si trovarono «immersi in un dolore che rifiuta l'espressione narrativa, nel tentativo di rimuovere un'esperienza inquietante». Alla paura di non essere creduti si aggiunsero il senso di colpa per essersi salvati, il desiderio collettivo di voltare pagina, il rifiuto di editori, storici, mass media di ascoltare e di far conoscere quanto era accaduto. Per lungo tempo la memoria della deportazione italiana è cosí rimasta in una zona d'ombra, soprattutto quella che ha riguardato i deportati politici e i prigionieri nelle carceri del Reich, arrestati in quanto membri di bande partigiane o resistenti civili. Voci dal lager raccoglie le loro lettere, ufficiali e clandestine, e i biglietti lanciati dalle tradotte ferroviarie, con un'appendice dedicata ai lavoratori coatti. L'obiettivo è duplice: recuperare fonti inedite che altrimenti rischierebbero di andare perdute, e soprattutto colmare quel vuoto di conoscenza che ha interessato un periodo importante della nostra storia.
Collana storica che raccoglie memorie, diari e lettere riguardanti esperienze di guerra, di prigionia e di deportazione.
FILO SPINATO